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The Lacklands: passione, new wave e post punk

Intervista underground ai The Lacklands

Guendalina Lalla, voce dei Lacklands, ci racconta in un'inedita intervista, il progetto artistico della band. Un incredibile mix di tenacia e passione. I Lacklands nascono da un'idea di Matteo La Verghetta, chitarrista e tastierista, autore di tutti i brani del gruppo, che contatta la cantante Guendalina Lalla per un progetto musicale ispirato principalmente a gruppi come Smiths, Cure, Talking Heads e Velvet Underground, coinvolgendo successivamente anche la batterista Dalila D'Attilio. I generi musicali che informano le creazioni musicali del gruppo sono principalmente il post-punk e la new wave rivisitati.

 

U.V.: Ciao ragazzi, com'è nata la band The Lacklands? Qual è stato il percorso che vi ha portato a condividere uno stesso progetto musicale?
T.L.: Ciao a voi. La band "The Lacklands" è nata da un progetto di Matteo La Verghetta, chitarrista e compositore del gruppo. Un anno fa mi contattò tramite facebook dicendomi che avrebbe voluto farmi cantare dei suoi pezzi. Ero un po' scettica all'inizio, anche perché non lo conoscevo, credevo fosse uno scherzo. Poi però mi fece ascoltare i suoi lavori e rimasi colpita dai brani. Un po' per gioco e un po' per curiosità cominciò la nostra collaborazione coinvolgendo nel progetto anche Dalila D'Attilio. Avevamo bisogno di un batterista con grande grinta e voglia di divertirsi. Lei accettò subito la nostra proposta e così sono nati i "The Lacklands" .

 

U.V.: The Lacklands è il nome dato alla vostra band e la traduzione molto letterale dall'inglese è "senza terre". Qual è la giusta "traduzione" per capire più a fondo la vostra musica? Qual è il pensiero, l'idea alla base di questa scelta?
T.L.: Onestamente non c'è un pensiero profondo legato alla scelta del nome. Farà sorridere la spiegazione. Matteo ha avuto l'idea geniale e allo stesso tempo pazzoide di prendere ed aprire a caso il dizionario d'inglese per avere ispirazione.
La prima parola che ha visto è stata lackland, "senza terra" ed ha chiamato così il gruppo. Noi non potevamo far altro che condividere la sua scelta, anche perché pensandoci io mi sento un po' "senza terra" visti i miei continui trasferimenti momentanei.

 

U.V.:  The Smiths, The Cure, Velvet Uderground, rappresentano alcuni dei vostri riferimenti artistici. In che modo li sentite vicini e quanto condizionano i vostri lavori?
T.L.: Sono gruppi "senza tempo", non passano mai di moda. Condizionano molto i nostri pezzi in modo naturale. È come se volessimo far risuonare l'alternative rock degli anni '80 aggiungendo una nostra impronta musicale personale.

 

U.V.:  Il post-punk nasce alla fine degli anni '70 ed ha rappresentato, anche in Italia, uno strumento di critica sociale, un mezzo per denunciare una società ingiusta, una politica indifferente. Quali sono le vostre fonti di ispirazioni? Quanto c'è di "sociale" nelle vostre canzoni?
T.L.:  Anche i "Joy Division" sono nostra fonte d'ispirazione, ma rimaniamo sempre su un panorama internazionale. In italia in quegli anni, se non ricordo male, comparivano gruppi come "Litfiba" o "Diaframma" e tanti altri che onestamente non conosco. Nonostante abbiano caratterizzato lo scenario punk wave italiano penso che inizialmente si limitavano a copiare i grandi gruppi britannici. Il movimento musicale di protesta italiano ci ha messo più tempo per elaborare un percorso del tutto autonomo e originale e, nonostante ciò, non si ricordano grandi nomi al pari dei The Cure o Joy Division.
La musica dei The Lacklands non è molto di protesta, anche se potrebbe essere un ottimo mezzo per dare voce ai disagi che la nostra generazione sta vivendo e subendo. Per la musica di protesta stanno emergendo molti rapper, noi per ora ci limitiamo a ricordare le melodie dell'alternative rock inglese.

 

U.V.:  Diaframma, Litfiba, Skiantos, Gaznevada hanno rappresentato all'inizio degli anni '80  alcuni dei più importanti artisti italiani all'interno del panorama new wave. C'è oggi nella musica italiana qualcuno che può raccogliere l'eredità di queste band? E secondo voi quanto condizionano oggi il panorama musicale italiano?
T.L.:  Senza volerlo penso di aver risposto a questa domanda parlandone in quella precedente. Gli Skiantos erano un gruppo rock demenziale bolognese e il loro messaggio era ben differente da quello dei Litfiba o dei Diaframma. Loro erano irriverenti ed offensivi, anche verso il pubblico.

 

 

U.V.: State pubblicando proprio in questi giorni il vostro nuovo videoclip "Turnin' Away". Com'è stato legare la musica ad un progetto video? E quanto è importante secondo voi dare forma attraverso video e immagini alla musica?
T.L.:  Il videoclip di "Turnin' Away" è uscito proprio oggi (23 Febbraio 2015) sul nostro canale Youtube.
Siamo molto soddisfatti del lavoro fatto con lo staff vastese della "Moustache Production", grazie anche al supporto tecnico di Giacinto Sirbo. All'inizio eravamo un po' scettici, impacciati e timidi davanti alla macchina da presa, ma vedendo il risultato e la risposta del pubblico con il videoclip di "Stereomind" abbiamo capito l'importanza di questo lavoro. È fondamentale associare musica ad immagine. L'immagine ti permette di raccontare lo stato d'animo che suscita un qualsiasi pezzo musicale. In alcune circostanze arriva prima, è più diretta. Soprattutto nell'era di internet in cui siamo bombardati da immagini e video di qualsiasi tipo. La curiosità ti permette, appunto, di andare a "vedere" un pezzo musicale su Youtube che apprezzi di più se nel video ritrovi amici, persone che conosci o luoghi che ti appartengono.
 

U.V.: Qual è la percezione che avete riguardo l'interesse musicale nel nostro territorio?
T.L.:  Diciamo che ci stiamo facendo conoscere, dobbiamo ancora capire bene il meccanismo che gira intorno al panorama musicale, sia nel nostro territorio che fuori.
Mi sembra però abbastanza difficile farsi strada e farsi conoscere nella zona, soprattutto se il genere musicale proposto è differente da quello delle varie cover band che riempiono i locali nei week end. Bisogna sempre sperare che qualche gestore scelga te e non un altro gruppo per un'eventuale serata.
Ovviamente tutto dipende dalla voglia che hai di fare musica e dalla tenacia che si ha per emergere perché esistono moltissimi modi per fare musica (dai concorsi musicali, a concerti gratuiti, alla pubblicazione dei brani su youtube, ecc ecc). Più credi in ciò che fai, più gli altri crederanno in te e nel tuo lavoro. Basta appunto crederci, le soddisfazioni, anche se minime arrivano sempre.
 

U.V.: C'è una band o un artista con cui vi piacerebbe condividere in futuro un progetto musicale?
T.L.:  Sarebbe bello poter partecipare a qualche contest con tutti gli artisti emergenti della zona anche se i generi musicali sono totalmente differenti.Giusto per il gusto di divertirsi.
Se invece dovessimo fantasticare in grande sarebbe bello poter far sentire i nostri pezzi a Morrissey, magari per una jam sassion estemporanea e per sapere cosa ne pensa.

 

BAND:
Guendalina Lalla (voce)
Matteo La Verghetta (chitarra)
Dalila D’Attilio (batteria)

Pagina Facebook: The Lacklands

Canale Youtube: The Lacklands

 

 

 

 

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Categoria: 
personaggi
interviste
Tipologia personaggio: 
band e musicisti