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I Grodek e il loro primo Ep "DemOne"

grodek band metal

I Grodek, raccontano la loro passione per il Metal: non solo uno genere musicale, ma un modo per andare oltre la realtà, un percorso "catartico". Hanno da pochissimo realizzato il loro primo Ep "DemOne" e sono già a lavoro per nuovi brani.

 

U.V.: Ciao ragazzi, benvenuti su Undergroundvastese.it. Chi sono i Grodek? Raccontateci com'è nata ed è cresciuta la vostra band.
G.:  Ciao! Allora, l’idea del gruppo è nata nell’inverno 2013, da Matteo Colantonio (voce e chitarra) e Tiziano De Cristofaro (chitarra), che cominciano a scrivere i primi riff. Dopo circa un anno sono entrati nel gruppo Matteo Sputore (basso) e Alessandro (batteria). L’inizio è stata la parte più incerta perché sapevamo che per via del genere, che suonano in pochissimi, non sarebbe stato facile portare a compimento il nostro progetto, tuttavia siamo stati fortunati nel trovarci e ora siamo qui a parlare con voi con un EP alle spalle!
 
 
U.V.:  Esistono moltissimi stili e sottogeneri del metal, quelli più melodici e commerciali, ed altri dalle sonorità estreme e molto underground.  C'è un genere a cui vi sentite più vicini, oppure la vostra ricerca musicale esula da classificazioni?
G.:  Il genere di partenza è il Black Metal, non ci siamo tuttavia imposti dei limiti stretti e abbiamo preso influenze anche dal Doom e oserei dire anche da un certo tipo di prog! Come succede in ogni gruppo ognuno di noi ha un genere che preferisce ascoltare che non è strettamente collegato con ciò che si suona e questo influisce sulla composizione, comunque direi che potremmo rientrare nei canoni del Black\Doom Metal, ma ciò non preclude un’evoluzione della band anche a livello di genere.
 
 
U.V.:  Qualcuno ha definito il metal non solo un genere musicale, ma un vero e proprio stile di vita con una propria filosofia. Insomma un genere che abbraccia una precisa visione del mondo e che si manifesta poi nella sua musica. Quanto vi riconoscete all'interno di questa idea?
G.:  Molto, siamo pienamente d’accordo. Soprattutto per quanto riguarda il nostro caso specifico ascoltare e suonare questa musica significa lasciare il mondo ‘’normale’’ delle convenzioni e dei limiti ed entrare in una dimensione in cui non esiste bene e male ma solo sensazioni e  passioni con cui confrontarsi e smarrirsi. È un modo per andare oltre la realtà, sotto tutti i punti di vista, per noi ha un valore quasi catartico.

 
 

U.V.:   Gli anni 80 possono considerarsi gli anni d'oro per il Metal, artisticamente parlando. Qual è oggi lo stato delle cose secondo voi? Qualcuno parla di un vero e proprio vuoto artistico nel panorama internazionale. Qual è il vostro punto di vista a riguardo?
G.:  Non crediamo assolutamente che si possa parlare di vuoto artistico in questo periodo, Certo il metal è molto cambiato, come tutto del resto, e crediamo che i generi ‘’puri’’ delle origini siano ormai saturi e non si possa aggiungere molto a ciò che è stato già detto. I generi più moderni invece, specialmente quelli dell’area più underground sono in continua ascesa, certo senza avere tutti i riflettori puntati, per questo forse si pensa ad un vuoto, ma se si scava si trovano veramente belle sorprese!
 
 
U.V.:  Metallica, Black Sabbath, Judas Priest, Iron Maiden, Slayer, sono solo alcuni dei tantissimi gruppi che animano il metal. Quale scegliereste per condividere un'esperienza artistica e crescere musicalmente?
G.: Questa è una domanda veramente difficile! Venendo dal black pensiamo subito a Mayhem o Emperor, d’altra parte però crediamo di avere molto da imparare anche da gruppi di genere diverso, soprattutto Alcest, Opeth, Katatonia, Paradise Lost… Sceglierne uno piuttosto che un altro è davvero un’impresa! Magari ci piacerebbe collaborare con gli Shores of Null, un gruppo Doom emergente italiano davvero valido.

 
 
U.V.:  Avete da poco realizzato "DemOne".  Qual è il filo che lega i brani musicali contenuti nel vostro EP, o meglio qual è la sperimentazione musicale, la ricerca che segna questo vostro primo lavoro?
G.:  Un filo conduttore può essere sicuramente l’atmosfera cupa che pervade l’EP, ci sono all’interno di questa atmosfera momenti diversi: quello della contemplazione, quello della rabbia e quello della riflessione… A livello di composizione lavoriamo soprattutto sulla costruzione e l’intreccio di certi accordi e lasciamo che la canzone si sviluppi in libertà senza forzare strutture magari più convenzionali, dando ad ogni riff il suo peso e il suo sviluppo.
 
 

U.V.:  Qual è l'interesse nel nostro territorio verso il genere metal?
G.:  L’interesse ci sembra buono, nella nostra città ci sono diversi gruppi metal che fanno ottima musica e il pubblico non manca, pur restando un genere per pochi. Nel nostro caso specifico crediamo di aver attirato la curiosità di chi ascolta questa musica, abbiamo purtroppo avuto solo un’occasione per suonare dal vivo in cui abbiamo presentato il disco e abbiamo finito tutte le 20 copie portate alla serata quindi come primo approccio è più che soddisfacente e dimostra un certo interesse verso questa musica.

 
U.V.:  Progetti per il futuro?
G.:  Ora stiamo lavorando ai nuovi brani, per il 2015 cercheremo di suonare e farci conoscere il più possibile in giro, credo che per un album si debba attendere il 2016-2017, vedremo anche di cercare un’etichetta appena avremo più esperienza… Comunque sia continueremo a suonare e a credere in questo progetto, poi prenderemo ciò che il futuro ci riserverà.

 

Membri del gruppo
Tiziano De Cristofaro: guitar
Matteo "Grind" Colantonio: voice/guitar
Matteo Sputore: bass
Alessandro Leone: drums

Info e Contatti: Pagina Facebook: GRODEK ITA -   Canale Youtube: Grodek Band Italy

 

 

 

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