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Frankie Berardi: il mal di testa della scienza

frankie berardi artista

Frankie Berardi, pseudonimo di Francesco Bevilacqua, racconta, in un'inedita intervista ad Underground vastese, come il disegno e l'arte siano ormai parte della sua vita. Passione e talento parlano, attraverso forme e colori, di una visione creativa e surreale della realtà.

 

UV: Ciao Francesco, quando hai scoperto la passione per il disegno e hai sentito che avrebbe fatto parte della tua vita?

FB: Il disegno l'ho scoperto in adolescenza utilizzandolo come passatempo creativo. La passione invece è nata più avanti, durante il periodo in cui frequentavo l'Accademia di Belle Arti a L'Aquila. Col tempo ho iniziato a nutrire la sana ambizione di farne un lavoro e crescere professionalmente. Mia madre è una pittrice e fin da quando ero bambino vederla dipingere quadri ad olio ha fatto sì che prendere in mano una matita o un pennello fossero per me un gesto naturale. Sicuramente mi ha ispirato.

 

UV: Chi è Frankie Berardi?

FB: Frankie Berardi è il nome con cui mi firmo, chiamo il Blog e la mia pagina Facebook. Li uso come portfolio online di dipinti, disegni, illustrazioni e idee strampalate. Espongo anche progetti personali come copertine di dischi e auto produzioni di libri rilegati a mano come : “Il piccolo libretto grigio”. Lo pseudonimo Frankie Berardi è la fusione fra il mio soprannome e un nome che ricorda il personaggio di una nota serie “trash” chiamata : Italian Spiderman, un vero cult! Nella web series, il professor Bernardi è uno scienziato pazzoide che alle prese coi suoi intrugli aiuta un grottesco spiderman tutto italiano a salvare un mondo anni settanta dalla minaccia di un temibile nemico. Una sorta di citazione che mi diverte.

 

UV:  Quali sono le tecniche e i materiali che prediligi?

FB: I colori sono per me una passione istintiva e leggere le immagini e le forme attraverso di essi e ciò che mi viene più naturale. Mi piace dipingere ad olio soprattutto su tela o legno ed usare acrilici, acquerelli ed ecoline su carta. Ovviamente l'utilizzo della matita e della grafite sono fondamentali sia per fare studi che illustrazioni. Ho frequentato il corso triennale di disegno e tecnica del fumetto nell'accademia del fumetto di Pescara e li ho scoperto con piacere l'utilizzo della china e l'importanza del segno e della narrazione nei fumetti e libri illustrati. Cerco di esercitarmi sempre producendo il più possibile e con tecniche differenti.

 

UV: Spesso i tuoi lavori sono la fusione di elementi diversi tra loro: soggetti umani inseriti in luoghi di fantasia che sembrano venir fuori da un sogno, da un'atmosfera surreale. Uomini e donne colti in una particolare emozione, in un gesto o in un "insolito" contesto, e gli occhi, più di ogni altra cosa, rendono palpabile il senso della raffigurazione. Qual è il filo che lega tutta la tua ricerca artistica? È forse racchiuso nell'espressione "il mal di testa della scienza"?

FB: Godo del grottesco e del surreale perché in fondo è un po' la vita ad esserlo. Mi piace chi non si prende troppo spesso sul serio e lo fa con onestà, chi sa giocare anche con se stesso e con i suoi intrugli. Della frase: “Il mal di testa della scienza” mi diverte l'accostamento delle parole che fra loro apparentemente non hanno una relazione diretta. Per scienza si intende un sistema di conoscenze ottenute attraverso un attività di ricerca, per mal di testa una comunissima patologia neurologica. Un po' come le comuni giornate di tutti: massimi e minimi sistemi su cui ci contorciamo e arrovelliamo quotidianamente. Una linea comune fra i miei lavori è dettata dalla mano e dalla mia maniera a volte istintiva che ho di leggere e comporre le immagini ma differiscono fra loro nei periodi di realizzazione e questo li rende differenti. Cerco, attraverso lo studio, di aggiungere di volta in volta nuovi elementi e maggiore consapevolezza.

 

UV:  Ci sono artisti del passato o attuali a cui ti senti più vicino?

FB: Nei primi anni d'accademia a l'Aquila, tra i grandi pittori del passato avevo un debole per Edvard Munch e Friedrich, ma anche notevole interesse per fumettisti e illustratori tra cui su tutti Frank Frazetta. Ero molto condizionato dai libri che leggevo e dai film che vedevo molti dei quali erano romanzi di fantascienza, saghe epiche o gialli. Con il tempo ho sviluppato interesse per tantissimi altri autori sia fumettisti che pittori ma sono così tanti che non saprei da dove cominciare. Più che sentirli vicino custodisco immagini delle loro opere per studiarle con attenzione. Essendo maestri che fanno scuola c'è molto da imparare.

 

UV:  Alcuni tuoi lavori, come "Il Piccolo libretto grigio" sottolineano il forte legame con la carta, con la fisicità dei colori e delle matite. Come possono e devono, secondo te, le nuove tecnologie (come ad es. le tavolette grafiche) fondersi e convivere con una realtà così "tangibile" come il disegno?

FB: Lo stanno già facendo e anche bene direi. Ho conosciuto e seguo con interesse autori di fumetti e disegnatori per collane che lavorano molto bene con software come Photoshop o Illustrator o che disegnano completamente in digitale. Dipende da cosa vuoi fare, inoltre molti di loro son bravissimi anche con la matita fra le mani. Nel “piccolo libretto grigio” sperimento un approccio quasi completamente analogico fino alla rilegatura a mano ma non faccio a meno della scansione e della stampa dei disegni su cartoncino. Io preferisco disegnare, colorare o dipingere in maniera tradizionale ma le regole su cui si basano le immagini e la percezione sono spesso le stesse. Per questo stesso motivo conto di studiare e approfondire l'utilizzo della tavola grafica e dei software progettati per i disegnatori e gli illustratori.

 

UV:  Se dovessi immaginare un genere musicale, oppure un musicista, come sottofondo ai tuoi disegni, quale sceglieresti?

FB: Sulla musica vado un po' a periodi. Ne ascolto molta e di vario genere ma spesso mentre lavoro metto su musica elettronica, ambient o jazz. Sceglierei indubbiamente uno di questi generi anche se strizzerei l'occhio con piacere all'Indie rock. Un po' di sano disagio ci vuole.

 

UV:  Hai un particolare progetto per il futuro?

FB: Oltre a una serie di nuovi dipinti e illustrazioni già in cantiere vorrei disegnare un fumetto sempre rimanendo nel campo delle auto produzioni. Ho già alcune idee ed eventuali collaborazioni in ballo ma non essendosi ancora concretizzate non posso dilungarmi troppo. Cerco di farmi trovare pronto e realizzare sempre nuovi progetti per esposizioni e concorsi a cui intendo partecipare quest'anno.

 

Informazioni di contatto

Pagina facebook: Frankie Berardi

Blog personale: http://frankieberardi.tumblr.com/

 

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Categoria: 
personaggi
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Tipologia personaggio: 
pittura, disegno e grafica