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Domenico Ronzitti e il suo Slo-d

Domenico Ronzitti Slo-d

Intervista al musicista Rap vastese Domenico Ronzitti

 

UV: Ciao Domenico, quando è nata la tua passione per il Rap?

DR: E' nata quando avevo 15 anni, quei giorni per me erano neri, purtroppo avevo dei grandi problemi con la scuola e con i miei coetanei, poi un giorno passai sotto i portici (vecchie scuole) e da quel momento è iniziato tutto...

 

UV: Quali sono i temi di ispirazione dei tuoi brani?

DR: I temi possono variare, è tutta una questione di "quell'attimo" in cui sono con una penna e un foglio...ma quello che spesso scrivo è di un mondo che non dà spazio.

 

UV: In "Quelli dei portici" parli di "ricordi" o per citare una tua frase "...si dipingeva contro gli oppressori... con le rime di questi sognatori...". Nel 1995 Roger Ebert ha affermato che il rap aveva lo stesso ruolo che Bob Dylan aveva nel 1960, cioè dava voce a rabbie e speranze di una generazione. Credi che il rap sia cambiato in questi ultimi anni, cioè abbia perso la sua vera natura? O tu ne riconosci ancora il valore affermato da Ebert?

DR: In questi anni il Rap è cambiato moltissimo a partire dai suoi generi. Non so se quelli che sentiamo alla radio lancino un messaggio di rabbia o ribellione, sembra che comunque siano stati messi dove sono per fare musica di poco valore e sembra che anche questi “grandi” facciano parte di un sistema, “di una moda che ci porterà via la nostra anima” (per citarti una delle mie)… Quello che a me fa pensare tanto è che, nel periodo che ho iniziato a seguire questo movimento, il rap e di conseguenza il “reppettaro” venivano scherniti dagli altri ragazzi, gli stessi che oggi si pompano a palla questa musica e anche la mia….

 

UV: In quale delle epoche storiche del Rap ti senti più vicino? O trai maggiore ispirazione? "Old School", "Golden age hip hp", "Gangsta rap" e "G-funk" oppure nei più recenti stili dell'hip hop moderno?

DR: Sicuramente “Old school”, non perché ora voglia fare l’intenditore, ma è solo perché nei testi si sente un vero messaggio!

 

UV: Cosa pensi dei rapper italiani più noti?

DR: Prossima domanda!

 

UV: Nei tuoi progetti musicali ci sono collaborazioni importanti di amici, professionisti che ti senti di citare e di riconoscerne il loro contributo?

DR: Certo, a cominciare dagli amici di sempre, Tremo Trip, il mio braccio destro da sempre, Issam, un ragazzo che può farti viaggiare con la musica, e l’ultimo arrivato nella cricca Wokem Bemo, il ragazzo sa il fatto suo!
Il grande Zinghero dalla “GoldenAge” di Duke Montana e Sick Luke con le sue bombe di beat!

 

UV: Progetti per il futuro?

DR: Chi lo sa, ora mi sto dando al lavoro d’imbianchino! La musica rimane un sogno e arrivare a certi livelli è difficile senza avere cash e conoscenze! Anche se quello che in realtà servirebbe sono “cuore e cervello". Intanto potete ascoltare le mie tracce e tenervi aggiornati sulla mia pagina Fb “Slo-d”, e poi chi lo sa…
Bella ragà sempre Massicci!

 

 

 

 

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