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Ezio Rossi, il bassista al servizio della musica

Ezio Rossi

Intervista al bassista sansalvese Ezio Rossi

 

UV: Ezio da dove nasce la tua passione per la musica?

ER: Di sicuro tutto ebbe inizio quando i miei genitori mi regalarono una tastiera della Bontempi. Ho dei ricordi vaghi perché avevo solo 5 anni, ma mi hanno sempre raccontato che mi veniva facile riprodurre le canzoni che mia madre ascoltava alla radio o quelle che canticchiava durante le faccende di casa.
Credo e penso che questa passione sia nata e faccia parte di me da sempre.

 

UV: Il tuo strumento principale è stato sempre il basso?

ER: Assolutamente no, ho iniziato con la fisarmonica. Si venne a sapere che c'era un fisarmonicista che impartiva lezioni e, coincidenza, era uno strumento che piaceva molto sia ai miei che a mio nonno per cui mi iscrissero subito. Ho frequentato e studiato per molti anni ma quando ero pronto per entrare in conservatorio nella sede più vicina non c'era un corso dedicato alla fisarmonica. A quel punto mi fu proposto di imparare il Clarinetto così entrai a far parte della banda diretta dal Maestro Fabrizi Fiorentino e contemporaneamente fui ammesso in Conservatorio per imparare questo strumento. È in quest'ultimo periodo che nacque la passione per il basso. Mentre frequentavo la 1º superiore rimasi folgorato, durante l'esibizione ad una festa scolastica, da una Band ed in particolare dal suo bassista; volevo assolutamente suonare il basso! Quando lo dissi ai miei mi risposero: "anche il basso? Non ti bastano fisarmonica e clarinetto?".
Mi vien da ridere quando ci ripenso, ma il Basso in fondo è lo strumento che ho scelto io a differenza degli altri due, che nonostante mi piacessero, mi erano stati in un certo senso "imposti". È questo il motivo per il quale è diventato il mio strumento principale.

 

UV: Quali sono state le tue influenze musicali?

ER: Di sicuro i miei maestri Giuseppe Borromeo, Fabrizi Fiorentino, Massimo Moriconi e molti dei miei amici e colleghi musicisti con i quali ho avuto modo di collaborare in questi anni; ognuno di loro, a suo modo, è stato incisivo sui miei gusti e sul mio modo di suonare.
Per quanto riguarda invece gruppi e musicisti non dimenticherò mai l'effetto che mi fece l'ascolto dell'album The Wall dei Pink Floyd; insieme ad un caro amico trascorrevamo pomeriggi interi ad ascoltarli! Da lì la lista è lunga: Queen, Marillion, Steve Vai, Dire Straits ed altri. Successivamente sono arrivate le influenze dei bassisti: Mark King, Stu Hamm e, importantissimi per me, Pastorius, Miller e Wooten. Per non parlare di Chick Corea, Miles Davis, Michael Camilo, George Benson, Mina, Elio e le Storie Tese ed altri del panorama Pop italiano. Le influenze si arricchiscono di continuo.

 

UV: È vero che hai collaborato con diversi personaggi dello spettacolo tra cui Smaila, Calà, Vastano, Ventosa e diversi artisti come Minetti, Ferradini, e Concato? Qual'è il ricordo più intenso?

ER: Assolutamente si. Ho conosciuto Smaila durante una stagione a Sharm el Sheik nel 2004, da allora ho cominciato a collaborare con lui e continuo tuttora. Sono riconoscente a Smaila perché grazie alle sue serate mi son potuto permettere di vivere di musica, cosa non da poco dato il periodo di crisi in cui stiamo vivendo. Suonando nei suoi Smaila's capitavano spesso i personaggi dello spettacolo che hai elencato con i quali mi è capitato spesso di collaborare anche al di fuori di quel contesto. Con Concato è stata una toccata e fuga. Era ospite di una manifestazione canora ed io facevo parte della Band cosi ho suonato 4 brani con lui. È stata un'emozione indimenticabile. Ognuno mi ha lasciato un bel ricordo, ma l'emozione più grande l'ho vissuta la scorsa estate quando ho partecipato ad un seminario con Victor Wooten presso il Berklee di Boston. Suonare con uno dei più grandi bassisti esistenti e vederlo eccitato e gasato per come suonavo, beh, provate ad immaginare e a mettervi nei miei panni...

 

UV: Attualmente cosa stai facendo? Collabori con qualche artista in particolare?

ER: Attualmente, oltre a Umberto e Rudy Smaila, suono nella Big Band Jazz Company diretta da Gabriele Comeglio, uno dei più grandi musicisti ed arrangiatori del panorama musicale italiano e con Massimo Lopez in tour nei teatri di tutta Italia; uno spettacolo divertentissimo fatto di buona musica e tante risate, Massimo è un fenomeno!

 

UV: Hai programmi per il futuro?

ER: Forrest Gump affermava: "La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita", credo che per un musicista non ci sia affermazione più vera. Io spero di poter ampliare ancora le mie esperienze per crescere il più possibile. Nell'immediato futuro ci sarà la mia partecipazione al Blue Note di Milano con Martha Reeves, considerata la regina della Motown e poi chissà, di sicuro continuerò a studiare per migliorarmi.

 

UV: Che consiglio dai ai giovani che vogliono costruirsi una carriera nella musica?

ER: Tanto tanto studio, dedizione alla musica e tanta umiltà! Non si finisce mai di imparare, suonate il più possibile, con persone sempre diverse e ogni genere di musica. Le occasioni arriveranno e a quel punto sarete pronti.

 

 

 

 

Ezio Rossi
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  • Ezio Rossi con Umbero Smaila band
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personaggi
interviste
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band e musicisti