Tu sei qui

Intervista a Rocco Monteferrante, contrabbassista jazz vastese

Rocco Monteferrante

UV: com’ è nata la tua passione per la Musica e il Basso elettrico?

RM: prima di tutto ti ringrazio per quest’occasione, anche se credo che le interviste debbano essere dedicate a chi ha dato un grande contributo in qualcosa di importante.
Io non sono tra questi, ho solo dedicato gran parte della mia vita alla musica, ma non credo sia un merito, è solo una scelta.
In tutti i casi ne approfitto per rispolverare un po’ nel mio passato
I primi approcci di band più che di musica li ho avuti con due cari amici, ricordo che volevamo mettere su un gruppo e conquistare le ragazzine; suonavo la batteria.... formata da bidoni raccattati qua e là e coperchi di pentole come piatti, il basso .... pensavamo potesse suonare con un manico di scopa e qualche elastico ma parliamo di tanto tempo fa.
Anni più tardi con gli stessi amici all'età di 10 anni prendevamo lezioni continuative settimanali dedicate alla fisarmonica.
Da lì nel tempo i passi sono stati graduali fino ad approcciare al basso elettrico con la prima grande band chiamata "Accademia".

 

UV: ci racconti qualcosa sulla tua formazione musicale?

RM: la mia formazione musicale e strumentale è in continua evoluzione, ringrazierò sempre Ivano Sabatini che mi ha seguito fin dalla tenera età e mi ha avviato anche ai primi studi classici e Jazz. Ho frequentato L’ACCADEMIA MUSICALE PESCARESE con Maurizio Rolli che ha avuto un ruolo fondamentale nella mia formazione cambiando profondamente il mio modo di porgermi verso la musica, ma soprattutto verso lo strumento.
Ho frequentato seminari con: Marcus Miller, Stuart Hamm, Andrea Braido, Alain Caron, Mike Stern, Hadrien Feraud, Dominique Di Piazza etc.
Credo comunque che la miglior formazione musicale l’ho avuta grazie ai tanti stimoli da parte di mio fratello che molti anni fa mi faceva ascoltare artisti come Susanne Vega, The Smiths fino ad arrivare ad un album che mi ha segnato molto, era Nothing Like the Sun di Sting.
In quegli anni vi assicuro, non era del tutto facile ascoltare musica che non era quella pop trasmessa dalle radio, voglio ricordare che non c’era internet. Quella musica allora strana e diversa, mi ha stimolato molto della ricerca e nell’ascolto di vinili ricercati, cito solo qualcuno di essi: Crosby, Stills, Nash & Young, Neil Young, America, Supertramp, Eagles, Police…… oggi sembra scontato parlare di questi grandi, ma non era così.

 

UV: ovviamente l’ascolto della musica è importantissimo, se dovessi citarmi l’album che più ha segnato la tua vita artistica?

 

RM: On the corner di John Patitucci; un mio amico mi disse << so che suoni il basso, vieni con me devo farti sentire qualcosa.>>
Ad oggi se dovessi analizzare le mie influenze musicali, direi che vanno dai suoni fretless del Maestro Jaco Pastorius, alle romantiche melodie di Kenny G fino ad arrivare ai dirompenti soli di Steve Vai. Questo è anche il
progetto della traccia contenuta nel mio cd intitolato "KK", il tentativo di unire in un unico brano tutte queste influenze così diverse tra di loro.

 

UV: e ci sei riuscito ?

 

RM: be …. non lo so !!!! Ma collaboro con uno bravo come Steve Vai, quello si...aah ahh ahh... parlo di Saverio Tarantini, per me un chitarrista di grandissimo livello.

 

UV: per quanto riguarda il contrabbasso, cosa puoi dirmi?

RM: lo studio del contrabbasso è nato e si è sviluppato come massima espressione della funzione del basso nel suo contesto musicale.
Il contrabbasso è uno strumento che ha bisogno di dedizione costante e tanta umiltà nell’approccio ad esso.
Io ne sono stato folgorato da quando per caso ho avuto la possibilità di poterne provare uno.
È proprio quella sensazione di maestosità del suono che ti avvolge a conquistarti, credo ci sia qualcosa di magico nel far suonare uno strumento del genere.
Continuo costantemente nello studio e intonazione del contra e per questo devo ringraziare Francesco Marranzino.

 

UV: cosa consiglieresti o diresti ad un giovane musicista oggi?

 

RM: porto con me sempre una frase di Charlie Parker: <<impara tutto sulla musica e sul tuo strumento, poi dimentica tutto e suona come ti detta l’animo.>>
Si, è questo che direi ad un giovane musicista.

 

UV: hai parlato prima del tuo CD, se non sbaglio tutti brani inediti, cosa ci puoi dire in merito?

 

RM: Come scritto anche all’interno di esso ogni nota di questo disco è dedicato a mia moglie e mio figlio che sono lo stimolo principale della mia vita e della mia musica.
Per quanto riguarda gli inediti, si, sono tutti brani miei ed anche molto introspettivi. Inediti, anche perché non ho mai dedicato molto tempo alle cover per scelta; se devo mettermi lì a tirate giù linee di basso o melodie di brani, preferisco lavorare sui miei progetti.
Non è il metodo giusto per un musicista, anzi invito ad ascoltare e risuonare tutto quello che gli capita tra le mani, analizzando il senso di ogni nota suonata, ma qui parliamo di me che devo fare i conti con il tempo che è sempre meno.
È un album in cui mi apro molto, dove racconto un po’ di me, forse è anche questo il motivo per cui non l’ho pubblicizzato fino in fondo. Lo sento quasi intimo

 

UV: "KK" è un album dove hanno collaborato vari musicisti, come hai costruito il tutto?

RM: all’interno del disco compaiono tutti i nomi che hanno collaborato nel progetto; colgo anche quest’occasione per ringraziarli nuovamente tutti.
I brani di questo cd non sono registrati in presa diretta tipo un cd Jazz dove si suona tutti insieme e ci si augura che sia buona la prima, ma nasce traccia su traccia.
In questo caso bisogna aver ben chiaro in mente quello che dev’essere il risultato finale, sia per spiegare ai musicisti cosa vuoi, sia per non rischiare di partire con un progetto e finirne con un altro.

 

UV: e tu, sei riuscito a rispettare il tuo progetto iniziale?

 

RM: si,ci sono riuscito, anche se ad un certo punto ho dovuto chiudere il progetto, altrimenti entri nel loop che tutto potrebbe essere meglio e non chiudi mai niente.
Credo non ci si sente mai pronti per incidere la propria musica, si aspetta sempre il domani perché magari saremo un po’ più bravi.
Nella vita come in questo disco ho seguito un semplice consiglio di mia moglie: << suona con il cuore. >>
Oggi quando lo riascolto sono sereno, non sto lì a pensare "avrei fatto questo o quello".

 

UV: comporre musica cosa significa per te?

 

RM: be!!! è una parola grossa... lasciamolo fare ai grandi compositori
Nel mio piccolo dico sempre che comporre un brano è come una grande opera architettonica.
Bisogna avere un progetto in mente, disegnarlo su carta e iniziare a mettere su mattone su mattone seguendo il progetto prestabilito dalle fondamenta fino all’ultima tegola cercando sempre di creare qualcosa di bello da lasciare ai posteri.
Ovviamente non saremo noi a giudicare il risultato finale.

 

UV: parliamo ora della nostra zona, le persone del posto seguono con interesse la musica Jazz / fusion o credi ci sia un po' di disinteresse verso generi più impegnativi?

 

RM: guarda, ho letto qualche settimana fa l’intervista che hai fatto al Maestro Liutaio Di Tizio e mi permetto di usare le sue stesse parole… << non credo si possa parlare di disinteresse, piuttosto direi che sono poche le occasioni in cui questa musica viene proposta, forse manca il coraggio di ricominciare a mettere in scena le grandi opere dei grandi autori. >>
Aggiungerei che le network trasmettono solo musica pop e ovviamente si è più pronti ad ascoltarla anche nei locali, credo anch’io che manchi il coraggio di ricominciare a piccoli passi da capo, magari far tornare la musica classica famosa come la musica pop.
Io ho un mio modo di vedere la musica e i cosiddetti generi.
Rispondo sempre con questa frase: Albert Einstein, giunto per la prima volta in America, dovette compilare un modulo d'immigrazione. Si racconta che, alla domanda che gli veniva posta sulla sua razza, senza pensarci molto, rispose: umana.
Parliamo di generi musicali, ma infondo la musica cosi come le “razze” sono una ed una sola.

 

UV: hai progetti per il futuro ?

 

RM: auguro per me e in generale per il futuro di tutti tanta serenità, oggi ne abbiamo un gran bisogno. Poi ho sempre il sogno che prima o poi anche Vasto avrà il suo bel Jazz CLub

_________________________________________
JazzItalia:
http://www.jazzitalia.net/recensioni/kk.asp

KK
www.youtube.com/watch?v=e02aPjWDfj8

itunes
https://itunes.apple.com/it/album/kk/id401887825

 

 

 

  • Marcus Miller e Rocco Monteferrante
Categoria: 
personaggi
interviste
Tipologia personaggio: 
band e musicisti